Abstract
Il 4 agosto 2026, a Geraci Siculo, è stato presentato il volume che raccoglie i progetti elaborati nell’ambito di Missione Futuro, la summer school promossa dall’Amministrazione comunale di Geraci Siculo in collaborazione con la University of Hertfordshire e Edizioni Arianna.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo del progetto di architettura come strumento di conoscenza, interpretazione e trasformazione della città, affrontando temi centrali per i piccoli centri delle aree interne: lo spopolamento, il riuso del patrimonio edilizio, la costruzione di nuove economie e la ridefinizione dell’identità territoriale.
Nell’ambito del convegno sono stato invitato a far parte della giuria incaricata di valIl 4 agosto 2026, a Geraci Siculo, è stato presentato il volume che raccoglie i progetti elaborati nell’ambito di Missione Futuro, la summer school promossa dall’Amministrazione comunale di Geraci Siculo in collaborazione con la University of Hertfordshire e Edizioni Arianna.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo del progetto di architettura come strumento di conoscenza, interpretazione e trasformazione della città, affrontando temi centrali per i piccoli centri delle aree interne: lo spopolamento, il riuso del patrimonio edilizio, la costruzione di nuove economie e la ridefinizione dell’identità territoriale.
Nell’ambito del convegno sono stato invitato a far parte della giuria incaricata di valutare i progetti sviluppati dagli studenti della summer school. L’invito nasce anche dall’esperienza maturata nel 2024, quando gli studenti inglesi avevano visitato Cefalù, approfondendo l’architettura di Pasquale Culotta e, successivamente, il progetto di recupero delle antiche Terme Romane di Cefalù, Le Terme, da me presentato.
La summer school ha sviluppato scenari di rigenerazione per il centro storico di Geraci Siculo, immaginando il riuso degli spazi abbandonati come luoghi destinati alla ricerca, all’innovazione, alle imprese tecnologiche e ai nomadi digitali. Un’esperienza progettuale che ha inteso proporre non soltanto nuove configurazioni spaziali, ma una possibile visione condivisa di futuro, capace di contribuire alla costruzione di strategie di sviluppo sostenibile per Geraci e, più in generale, per i comuni delle Madonie.